"Niente ottiene il successo come l'eccesso". Sono parole di Oscar Wilde nelle quali mi rispecchio molto. Di cosa tratto in questo blog? Delle cose più svariate: dai miei ricordi, alla lotta con i DCA, a cosa mi accade nel tempo libero.
Ho sofferto di disturbi alimentari altalenandomi tra digiungi, binge eating e bulimia per quasi 3 anni. Ma tengo particolarmente a dire a tutti che non sono pro ana, non sono pro mia, non sono nulla. Sono io, ecco. Tutto qui. Non voglio fare del male a nessuno ne indurre qualcuno ad ammalarsi. Se siete particolarmente sensibili, uscite da questa pagina. Il mio blog è particolarmente crudo. Grazie in anticipo. Enjoy my blog!

lunedì 30 marzo 2020

30.03

Stamattina mi sono svegliata piuttosto positiva.
Ma come spesso accade ultimamente, mi basta una telefonata sbagliata al momento sbagliato a farmi crollare come un castello di carte al passaggio di un filo di vento. 

Che poi, raccontatela tutta Kiwi, non è una telefonata distruttiva, tutt'altro. Eppure, in questo ultimo periodo, qualsiasi cosa mi venga detta (ribadisco QUALSIASI) diventa un pretesto per buttarsi a terra, ricominciare a soffrire per cose passate, di cui non ti liberi.

Eh no eh. Perché quella bestia è sempre li, mica se ne va. Aspetta solo che tu gli serva la prossima portata, il prossimo pezzo di anima da divorare. 

E quindi torni qua, su questo angolo di mondo, sperando di svuotare quel secchio di merda che troppe volte riempi, attraverso pensieri sconnessi apparentemente privi di significato.

Sto cercando come sempre di tenere il bilancio della mia vita e credo di essere arrivata a un punto cruciale: ho capito che do troppa importanza agli altri.

Mi rendo conto che ciclicamente, nella mia vita, entrano persone (che chiameremo "perni") intorno ai quali faccio ruotare la mia intera esistenza. Questi perni non sono mai amici storici o parenti stretti. Sono sempre persone che entrano nella mia vita in modo inaspettato, conoscono il bel lato di Kiwi, ci vogliono anche avere a che fare. Ma nell'esatto momento in cui capiscono l'enorme letamaio che c'è dietro, se ne vanno.
Uno dopo l'altro.
Dapprima smettono di parlarmi o di interfacciarsi con me come al solito, cominciano a creare scuse, situazioni che impediscono di vedersi, o sentirsi.

"Adesso non posso, Kiwi" ... "Kiwi, sono al telefono, non posso parlare con te adesso" ... "Kiwi, lo sai che non amo stare al telefono (PALLE)" ... "Kiwi, non ci vedremo più, è una mia scelta, ma non è colpa tua. E' che non ne vedo il motivo" ... "Kiwi no" ... "Kiwi basta" ... "Kiwi non posso" ... "Kiwi, ho trovato una donna. Non ho più bisogno di te come amica". 

Dopodiché spariscono.
Tutti. Senza eccezione, lasciando un dolore che ti trafigge ogni giorno. 
E la cosa assurda è che l'unico rimedio che trovo a questo dolore è... trovare un altro perno...

Ridicolo come quando hai più bisogno di aiuto, le persone che pensavi più vicine svaniscono. Un po' come lo zucchero filato nell'acqua: non fai in tempo ad accorgerti di averlo immerso che si unisce ad essa, senza lasciare traccia del suo passaggio. 

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