E' quasi mezzanotte.
Ed è troppo tempo che non scrivo.
Oggi, più che mai ho disperatamente bisogno di farlo.
Stanno accadendo troppe cose.
Sono via di casa da più di un mese, non riesco a capire cosa devo fare della mia vita, sono inseguita da un uomo che mi ama in modo genuino, che ha costruito la sua aspettativa di vita su di me e sulle promesse che so di non poter mantenere.
E so di non poterlo fare perché ho scoperto di non essere la persona che lui conosce.
E in tutto questo macello, Joe ci sei sempre tu.
Sto così male.
Mi sento morire dentro ogni volta che ti penso.
Vorrei resettare ogni cosa. Vorrei resettare la mia vita.
E vorrei farlo confessando tutto, mentre lanciandomi da un balcone altissimo io abbia quel pochi secondi sufficienti a dire quelle 3 parole che significherebbero tutto, che racchiudessero la bellezza dei momenti che abbiamo vissuto...
... le lacrime che abbiamo pianto insieme quel giorno ballando sulle note di Morricone.
... gli abbracci in cui ci siamo rifugiati quel giorno difronte al lago mentre il sole tramontava.
... i tanti calici di vino che abbiamo bevuto rubando sempre qualche ora di troppo alle pause pranzo.
... le discussioni infinite ma sempre concluse nel migliore dei modi.
... i pic nic al volo sul prato.
... le canzoni cantate sul divano mentre tu suonavi la tua chitarra.
... i tentativi di lasciarci stare, di mollare la presa, di non vederci più, per ritrovarci sempre inspiegabilmente nudi nel letto, supplicandoci vicendevolmente di riprovarci.
... i baci timidi, dati con coraggio e paura. E quelli passionali, rubati in ogni momento possibile.
... ogni singolo piatto condiviso, dalla tua inimitabile carbonara al sushi a domicilio.
... il tuo presentarti sotto casa mia nonostante la mia richiesta contraria, per avere la sola occasione di dirmi che avevi capito finalmente cosa volevi dalla vita: me.
... il nostro primo appuntamento davanti a quel tea natalizio, quando già tutto era chiaro ma nulla era esplicito.
Ecco davvero Joe. Mi sarebbero sufficienti pochi secondi di vita rimanente per aprire le braccia, chiudere gli occhi, pensare che mi dispiace che tu lo scopra così, che debba concludersi così, che io non sia abbastanza forte per viverci, ma infine fare un passo in avanti e gridarlo forte quanto ti amo.
Si. Ti amo.
Ho iniziato ad amarti la prima volta che ti ho visto entrare da quella porta a vetri, con il tuo cappotto blu, i pantaloni nocciola e il maglione senape. Ti ho amato dal nostro primo abbraccio quel giorno, e da allora non ho mai smesso, nemmeno quando mi davi mille ragioni per scappare da te.
Ti amo, si.
Ma non sono abbastanza forte per combattere per te.
E sono una codarda, preferisco nascondermi, fingere che nulla sia mai successo, tornare a casa, da chi dice di volermi, mentre io da mesi e mesi e mesi mi addormento pensando a te. A come annusi il mio profumo, a come mi guardi, a come sorridi quando mi imbarazzo.
Si può amare e voler morire allo stesso tempo?

Carissima,
RispondiEliminaMi dispiace molto per la situazione che stai vivendo e che ti fa stare così male. Dovresti pensare bene a cosa è meglio fare e cosa ti fa stare bene anche se penso di averlo capito. Non capito però come mai stai insieme ad una persona mentre nella tua testa c'è n è un altra. Mi verrebbe spontaneo dirti di buttarti fra le braccia di chi hai in testa ma non conosco la situazione. Spero che tu possa trovare la tua serenità con la persona che tu ami.
Un abbraccio forte
Laretta