"Niente ottiene il successo come l'eccesso". Sono parole di Oscar Wilde nelle quali mi rispecchio molto. Di cosa tratto in questo blog? Delle cose più svariate: dai miei ricordi, alla lotta con i DCA, a cosa mi accade nel tempo libero.
Ho sofferto di disturbi alimentari altalenandomi tra digiungi, binge eating e bulimia per quasi 3 anni. Ma tengo particolarmente a dire a tutti che non sono pro ana, non sono pro mia, non sono nulla. Sono io, ecco. Tutto qui. Non voglio fare del male a nessuno ne indurre qualcuno ad ammalarsi. Se siete particolarmente sensibili, uscite da questa pagina. Il mio blog è particolarmente crudo. Grazie in anticipo. Enjoy my blog!

venerdì 3 luglio 2020

3.07

Ho una psicologa.
Mi sembra assurdo anche solo dirlo. Ma sta già dando i suoi frutti.
Il primo fra tutti è stato questo: perché ti preoccupi così tanto di quello che la gente pensa di te?

E ha ragione.
Di cosa ho paura?
Di perdere credibilità? Di perdere affetti? Di perdere la casa?
Ma che senso ha tutto questo se è basato sul nulla?
Così sull'onda del "basta" e complice una scommessa persa, mercoledì ho visto Joe.
Sono andata a casa sua, gli ho preparato il pranzo e abbiamo passato un pomeriggio insieme.
Uno splendido pomeriggio nel punto esatto in cui dolcezza, desiderio e piacere si incontrano in maniera perfetta. Una di quelle giornate che vale la pena ricordare, e raccontare da qualche parte.
"Ma è sbagliato". 

Lo so. Lo so che è sbagliato secondo i termini della società. Ne sono consapevole, so quali sono i rischi e le conseguenze. Eppure non mi è importato. L'ho fatto e basta. Esatto.
"Ma così tanta gente ci starà male!"
Sai che ti dico? Ho passato la mia intera vita ad accontentare gli altri, a fare quello che volevano o ad essere la persona che loro volevano io fossi. Ho mollato il mio primo (adorato lavoro) per rispettare i canoni perfetti. Ho rinunciato a viaggi studio, serate, e molto altro perché avevo troppo a cuore quello che pensavano gli altri di me.  Mi sono creata una malattia per dimagrire, per essere vista e amata. Ho accettato qualsiasi tipo di compromesso. E non minore fra tutte, ho preso la decisione, forse affrettata, di legarmi permanentemente ad una persona che, probabilmente, mi vuole bene solo nella misura in cui io mi adatto alle sue esigenze.
Ho sofferto. E sto soffrendo ancora come una dannata.

Sono stanca.
E non posso pensare che in tutto questo mare di merda e disagio, il pomeriggio di mercoledì sia stato un errore. E lo sai perchè, lettore? Perché l'errore lo fai una volta. Ti rendi conto di aver sbagliato e non lo rifai.
Ma se appena si presenta l'occasione lo fai una volta ancora, e poi un'altra, forse non è poi un errore. Quanto più l'esigenza di sentirti bene, di stare finalmente bene. 


E io voglio stare bene. 
Comporterà prendere decisioni drastiche.
Ma ho ancora 29 anni. 

Non posso pensare che il mio futuro si ridurrà a madre disperata con figli che detesta.
Non voglio questo.

Voglio viaggiare, incontrare persone, vivere esperienze.
"E te ne accorgi dopo il matrimonio di quello che vuoi?"
Forse l'ho sempre saputo cosa volevo. Ma appunto, avevo troppa paura di cosa avrebbero pensato gli altri. Ma più vado avanti più questa paura smette di toccarmi. 


Pazzesco. Ora so che non c'è nulla da perdere, se non la vita.
Tempo fa invece dicevo che era meglio perdere la vita che la credibilità delle persone.

"Mi sento viva. All'improvviso con te" 

2 commenti:

  1. Bella davvero complimenti.
    Maurizio

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  2. Carissima Kiwi,
    capire di voler stare bene e sentirsi vivi è una cosa bellissima.
    A volte serve più tempo per capire cosa uno vuole o semplicemente accettare il fatto che è non è importante il pensiero altrui ma il proprio pensiero. Alla fine la vita è la nostra e bisogna godersela al meglio.

    Ti abbraccio forte,
    Laretta

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